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SCHEMA DI D.LGS. DI RECEPIMENTO DIRETTIVA 2002/91/CE

In questo terzo numero dedicato all'analisi del D.LGS. affronteremo i seguenti temi:

  • criteri generali, metodologia di calcolo, requisiti di prestazione energetica
  • certificazione energetica degli edifici
   
4 - Criteri generali, metodologia di calcolo, requisiti di prestazione energetica

All’art. 4, comma 1, il D.Lgs. prevede la pubblicazione, entro 120 giorni dalla sua entrata in vigore, dei seguenti provvedimenti:

  • alla lettera a) è prevista l’emanazione di decreti per definire i criteri generali, le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al contenimento dei consumi di energia ed al raggiungimento degli obbiettivi di cui all’art. 1, tenendo conto di quanto riportato nell’Allegato B e della destinazione d’uso degli edifici. Questi decreti disciplinano la progettazione, l’installazione l’esercizio, la manutenzione e l’ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici, per la preparazione dell’acqua calda sanitaria e, limitatamente al settore terziario, per l’illuminazione artificiale degli edifici.
  • alla lettera b) è prevista l’emanazione di decreti per definire i criteri di prestazione energetica per l’edilizia sovvenzionata e convenzionata, nonchè per l’edilizia pubblica e privata, anche riguardo alla ristrutturazione degli edifici esistenti e sono indicate le metodologie di calcolo e i requisiti minimi finalizzati al raggiungimento degli obbiettivi di cui all’art. 1, tenendo conto di quanto riportato nell’Allegato B e della destinazione d’uso degli edifici.
Tali decreti andranno a sostituire ed integrare quanto previsto in materia analoga dalla L.10/91. Ne seguirà un impatto sostanziale sulle verifiche di legge, cui il mondo dei professionisti dovrà adeguarsi.

  • Alla lettera c) del comma 1 è prevista l’emanazione di decreti per definire i requisiti professionali e i criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l’indipendenza degli esperti o degli organismi cui affidare la certificazione energetica degli edifici e l’ispezione degli impianti di climatizzazione. Tale decreti sono di interesse per chi volesse intraprendere l’attività di certificatore. Nel caso in cui sia confermata nel testo definitivo l’applicabilità della certificazione ai soli edifici di nuova costruzione, è evidente che il mercato dei certificatori troverà nel breve e medio periodo una scarsa domanda.
Nel lasso di tempo intercorrente tra l’entrata in vigore del D.Lgs. e l’entrata in vigore dei decreti sopra citati, il D.Lgs. prevede che debbano essere applicate le norme transitorie di cui al suo art. 11, che, come vedremo, non introducono adeguamenti sostanziali e soprattutto deludono sul fronte del controllo dei consumi per la climatizzazione estiva.
Sembrerebbe in definitiva che il D.Lgs. non sia un provvedimento di sostanza, quanto piuttosto una risposta formale del legislatore all’obbligo di recepimento della 2002/91/CE nelle scadenze da quest’ultima imposte, rimandando a successive norme la vera trattazione della materia. L’impressione è che 14 anni di L. 10/91 e 12 anni di DPR 412/93 non siano stati sufficienti a farci trovare preparati con una risposta adeguata alle esigenze di rinnovamento normativo imposteci dalla 2002/91/CE



5 - Certificazione energetica degli edifici


All’art. 6 il D.Lgs. affronta il tema della certificazione energetica degli edifici. Il comma 1, allineato alle previsioni inerenti il campo di applicazione del D.Lgs., di cui all’art.3, è di rilevante importanza. Esso infatti stabilisce che, entro un anno dall’entrata in vigore del D.Lgs., gli edifici di nuova costruzione sono dotati, al termine della costruzione medesima o in caso di compravendita o locazione ed a cura rispettivamente del costruttore, del venditore o del locatore, di un attestato di certificazione energetica, redatto secondo criteri e metodologie di cui all’art. 4, comma 1.
Ferme restando le considerazioni già fatte nelle nostre precedenti newsletter, nell’ambito del tema n° 3 "ambito di applicazione", rileviamo quanto segue:

  • A un edificio di nuova costruzione è tale, ai sensi del D.Lgs., se la sua richiesta di autorizzazione o concessione edilizia è presentata successivamente alla data di entrata in vigore del D.Lgs. medesimo
  • B se entro un anno dall’entrata in vigore del D.Lgs. l’edificio di cui al punto precedente, al termine della costruzione, deve essere dotato di attestato di certificazione energetica, si dedurrebbe che esso dovrebbe essere ultimato in meno di un anno!
Si tratta evidentemente di un errore nelle formulazione della norma, che auspichiamo il legislatore corregga nel testo definitivo.

Al comma 2 è previsto che, per gli appartamenti in condominio, la certificazione energetica può fondarsi, oltre che sulla valutazione dell’appartamento interessato:

  • A su una certificazione comune dell’intero edificio, per i condomini dotati di un impianto termico comune
  • B sulla valutazione di un altro appartamento rappresentativo dello stesso condominio e della stessa tipologia
Al comma 5 è specificato che l’attestato ha validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio, ed è aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione che modifica la prestazione energetica dell’edificio o dell’impianto.

Al comma 6 viene specificato che nell’attestato dovranno comparire i dati relativi all’efficienza energetica propri dell’edificio, i valori vigenti a norma di legge e i valori di riferimento (quelli della maggior parte del parco edilizio), per consentire al cittadino di valutare e confrontare la prestazione energetica dell’edificio.

Entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto è prevista infine l’emanazione di linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici.

Come già sottolineato nella nostra precedente newsletter inerente il tema n° 3 "ambito di applicazione" , nutriamo dubbi sull’efficacia della certificazione energetica come strumento di riduzione dei consumi nel breve periodo, nel caso in cui il testo definitivo della norma non ne contempli l’applicabilità immediata anche agli edifici esistenti.

Scarica il testo dello schema di D.L.gs. in formato pdf (2995 Kb)

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