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SCHEMA DI D.LGS. DI RECEPIMENTO DIRETTIVA 2002/91/CE

In questo quarto numero dedicato all'analisi del D.LGS. affronteremo i seguenti temi:

  • relazione tecnica, accertamenti ed ispezioni
  • le norme transitorie (prima parte)
   
6 - Relazione tecnica, accertamenti ed ispezioni

Al comma 1 dell’art.8 è prevista, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore del D.Lgs., l’emanazione di un decreto per la definizione delle modalità di compilazione della documentazione progettuale di cui all’art.28, comma 1, della L. 10/91. Ne segue che sarà modificato l’attuale schema di relazione tecnica.

Al comma 2 è inoltre previsto che il direttore dei lavori debba asseverare, tramite perizia giurata, la conformità delle opere realizzate rispetto al progetto ed alla relazione tecnica di cui al comma 1. Tale perizia giurata deve essere presentata al Comune di competenza, contestualmente alla dichiarazione di fine lavori. Si noti che, al comma 4 dell’art.15 del D.Lgs., dichiarazioni false del direttore dei lavori nell’ambito di tale perizia giurata sono punite con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a cinquecento euro.

Al comma 3 si prescrive che una copia della documentazione progettuale di cui al comma 1 sia conservata dal Comune, anche ai fini di eventuali accertamenti in corso d’opera ovvero entro cinque anni dalla data di fine lavori dichiarata dal Committente. Novità da sottolineare: il Comune ha la facoltà di effettuare tali accertamenti. Pertanto, se si tiene conto del fatto che, in regime di L.10/91, gli accertamenti a carico dei Comuni erano obbligatori e non sono stati comunque eseguiti, ci si domanda come si può sperare che essi avvengano ora su base volontaria! Se ne deduce che le probabilità che la norma possa essere disattesa sono ora più elevate.



7 - Le norme transitorie (prima parte)


Di notevole interesse per i progettisti è l’art.11 del D.Lgs., nel quale si prevede che, fino all’entrata in vigore dei decreti di cui all’art.4, comma 1, il calcolo della prestazione energetica degli edifici nella climatizzazione invernale ed, in particolare, il fabbisogno annuo di energia primaria è disciplinato dalla L. 10/91, così come modificata dalle disposizioni di cui all’allegato I del D.Lgs.
Ricordando che i decreti di cui all’art.4, comma 1, dovrebbero essere emanati entro 120 giorni dall’entrata in vigore del D.Lgs., le norme transitorie dovrebbero valere per un periodo breve. Tuttavia, ricordando che nel nostro Paese nulla è più definitivo del transitorio, crediamo che sia un buon consiglio per un progettista assimilare bene il funzionamento delle norme transitorie, in quanto potrebbero rivelarsi valide per tempi molto più lunghi di quelli previsti dal D.Lgs.

Le norme transitorie costituiscono inoltre un adempimento molto vicino nel tempo, in quanto dovranno essere applicate con l’entrata in vigore del D.Lgs. e quindi, con buona probabilità, entro l’anno in corso.

Per la determinazione della prestazione energetica degli edifici nel periodo transitorio, è necessario far riferimento all’allegato I al D.Lgs.

I tipi di intervento contemplati sono:

  • A edifici di nuova costruzione o ristrutturati
  • B nuova installazione o ristrutturazione di impianti termici
  • C sostituzione di generatori di calore
Per meglio comprendere le nuove verifiche di legge, da buoni informatici, preferiamo utilizzare il linguaggio del "flow chart", che può essere sicuramente più immediato da comprendere rispetto all’elencazione dei numerosi commi previsti nell’allegato I.
Pertanto, per ciascuno dei tre tipi di intervento, riportiamo nel seguito un diagramma di flusso schematizzante le nuove verifiche di legge, secondo queste corrispondenze.

  • A edifici di nuova costruzione o ristrutturati » flow charts 1A e 1B
  • B nuova installazione o ristrutturazione di impianti termici » flow chart 2
  • C sostituzione di generatori di calore » flow chart 3
Di seguito sono poi commentati alcuni dei riferimenti del D.Lgs. richiamati dai flow chart medesimi. Nell'allegato I si fa infatti spesso riferimento all'allegato C.

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Tabella 1, punto 1, Allegato C
Valori limite per il fabbisogno di energia primaria annuo per metro quadrato di superficie utile dell'edificio espresso in kWh/m2 anno




I valori limite riportati in tabella 1 sono espressi in funzione della zona climatica e del rapporto S/V, dove:

  • S, espressa in metri quadrati, è la superficie che delimita verso l'esterno (ovvero verso ambienti non dotati di impianto di riscaldamento) il volume riscaldato V
  • V è il volume lordo, espresso in metri cubi, delle parti di edificio riscaldate, definito dalle superfici che lo delimitano


Per valori di S/V compresi nell’intervallo 0,2 – 0,9 e, analogamente, per gradi giorno (GG) intermedi ai limiti delle zone climatiche riportati in tabella, si procede mediante interpolazione lineare.
La superficie utile è definita come la superficie netta calpestabile di un edificio.



Tabella 2, punto 2, Allegato C
Valori limite della trasmittanza termica U delle strutture verticali opache espressa in W/m2K




Il valore di trasmittanza da considerare è quello "a ponte termico corretto". Qualora il ponte termico non dovesse risultare corretto o qualora la progettazione dell'involucro edilizio non preveda la correzione dei ponti termici, i valori limite della tabella 2, punto 2, allegato C devono essere rispettati dalla trasmittanza termica media (parete corrente più ponte termico). Nel caso di pareti opache verticali esterne in cui fossero previste aree limitate oggetto di riduzione dello spessore (sottofinestre ed altri componenti), devono essere rispettati i limiti previsti in tabella 2, con riferimento alla superficie totale di calcolo.



Tabella 3, punto 3, Allegato C
Valori limite della trasmittanza termica U delle strutture orizzontali opache espressa in W/m2K




Il valore di trasmittanza da considerare è quello "a ponte termico corretto". Qualora il ponte termico non dovesse risultare corretto o qualora la progettazione dell'involucro edilizio non preveda la correzione dei ponti termici, i valori limite della tabella 3, punto 3, allegato C devono essere rispettati dalla trasmittanza termica media (parete corrente più ponte termico). Nel caso di strutture orizzontali sul suolo i valori di trasmittanza termica da confrontare con quelli di tabella 3, punto 3, allegato C sono calcolati con riferimento al sistema struttura-terreno.

Tabella 4a, punto 4, Allegato C
Valori limite della trasmittanza termica U delle chiusure trasparenti comprensive degli infissi espressa in W/m2K






Tabella 4b, punto 4, Allegato C
Valori limite della trasmittanza centrale termica U dei vetri espressa in W/m2K




Per quanto concerne la verifica alla condensa interstiziale e superficiale delle pareti opache, qualora non esista un sistema di controllo della umidità relativa interna, per i calcoli necessari, questa verrà assunta pari al 65% alla temperatura interna di 20 °C.

Per quanto concerne la verifica di rendimento globale medio stagionale, richiamata nel flow chart 1A, il pertinente valore minimo si calcola in base alla formula riportata nell'allegato C, al punto 5:




dove logPn è il logaritmo in base 10 della potenza utile nominale del generatore o dei generatori di calore al servizio del singolo impianto termico, espressa in kW. Tale formula risulta più severa di quella già nota di cui all'art. 5 comma 1 del DPR 412/93, attualmente in vigore.

Si noti che, molto semplicisticamente, nella fase transitoria la verifica estiva si riduce a quanto segue:

  • 1 verifica della presenza ed efficacia delle schermature delle superfici vetrate
  • 2 nelle zone climatiche A, B, C, D, nelle località dove il valore medio mensile dell’irradianza sul piano orizzontale Im,s nel mese di massima insolazione sia maggiore o uguale a 250 W/m2, la massa superficiale Ms delle pareti opache verticali, orizzontali e inclinate sia superiore a 230 kg/m2
La massa superficiale Ms è definita come la massa per unità di superficie della parete opaca, compresa la malta dei giunti e gli intonaci (kg/m2).
La verifica estiva della massa superficiale può essere sostituita dall'impiego di tecnologie/materiali innovativi, che consentano di raggiungere risultati equivalenti a quelli delle soluzioni tradizionali, in termini di contenimento dell'oscillazione di temperatura degli ambienti, in funzione dell'andamento dell'irraggiamento solare.
Non è indicato nel D.Lgs. il criterio per definire se le schermature delle superfici vetrate sono o meno efficaci.


Scarica il testo dello schema di D.L.gs. in formato pdf (2995 Kb)

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