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SCHEMA DI D.LGS. DI RECEPIMENTO DIRETTIVA 2002/91/CE

In questo sesto numero dedicato all'analisi del D.LGS. affronteremo i seguenti temi:

  • le norme transitorie (terza parte)
   
7 - Le norme transitorie (terza parte)

Riprendiamo il tema delle verifiche transitorie, illustrando i flow chart 2 e 3, relativi alle ulteriori due tipologie di intervento previste dal D.Lgs.

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Nel caso di sostituzione di generatore di calore, si osserva come il legislatore intenda incentivare l'installazione di generatori intrinsecamente performanti e di apparecchiature di regolazione dell'erogazione del calore, eliminando in tal caso l'onere del calcolo del fabbisogno di energia primaria invernale e del rendimento di produzione medio stagionale.

Riteniamo utile richiamare l'attenzione sul fatto che le verifiche illustrate nei flow chart 1A, 1B, 2 e 3, introdotte dal D.Lgs, si dovrebbero sostituire a quelle in precedenza previste dal DPR 412/93. Tuttavia, all’art.16 del D.Lgs. non vengono abrogati:

  • i commi 1, 2, dell’art.5 del DPR 412/93, relativi alla verifica del rendimento globale medio stagionale
  • l’intero art.8 del DPR 412/93, relativo alla verifica del Cd e del FEN limite

Non crediamo che il legislatore intenda affiancare le verifiche previste dalle norme transitorie a quelle già in vigore, anche perchè all'art.11 del D.Lgs. si dice che il calcolo del fabbisogno annuo di energia primaria si deve eseguire come previsto dalla L.10/91, come modificata dal D.Lgs. Anche in questo caso ci auguriamo che l’omissione delle abrogazioni sopra citate sia un errore, e che quest’ultimo venga corretto nel testo definitivo.

Osservando il quadro delle nuove verifiche di legge, sorgono alcuni dubbi sulla bontà delle stesse.
Ad esempio, se consideriamo i limiti al fabbisogno annuo di energia primaria invernale imposti dalla Tabella 1, punto 1, dell’allegato C, possiamo constatare che essi sono fissati esclusivamente in funzione del rapporto S/V dell’edifico e della zona climatica di appartenenza, prescindendo dalla destinazione d’uso dell’edificio.
Ciò equivale a vincolare normativamente nella stessa maniera l’edificio industriale, la villetta, la chiesa e il centro commerciale, che, com’è noto, possono anche non essere dotati dello stesso tipo di impianto di riscaldamento.
Come ulteriore esempio, nella verifica estiva si prescrive che le schermature delle superfici vetrate debbono essere presenti ed efficienti, ma non viene citato nessun criterio oggettivo per definire efficienti le schermature.
Queste ed altre perplessità potrebbero passare in secondo piano qualora le norme transitorie dovessero realmente regolare un periodo di pochi mesi, ma l’esperienza ci insegna che purtroppo è molto probabile che non sia così.

In relazione alle nuove verifiche di legge, nel periodo transitorio è previsto al comma 14 dell’allegato I uno schema provvisorio di relazione, che viene riportato nell’allegato E del D.Lgs.
Esso si riferisce all’applicazione integrale del D.Lgs e viene specificato che, nel caso di applicazione parziale e/o limitata al rispetto di specifici parametri, livelli prestazionali e prescrizioni, le informazioni e i documenti richiesti dallo schema di relazione devono essere predisposti in modo congruente col livello di applicazione.
Il legislatore si riferisce al fatto che non è necessario riportare sempre e comunque tutti i dati e i documenti richiesti nell’allegato E: nel caso per esempio di nuova installazione di impianto termico, essendo richiesta la sola verifica di rendimento globale medio stagionale, non sarà necessario riportare nella relazione la verifica del fabbisogno annuo di energia primaria invernale.

Da sottolineare che alla lettera d) del paragrafo 6 del modello di relazione di cui all’allegato E al D.Lgs. viene stranamente richiesto il calcolo del fabbisogno energetico normalizzato per la climatizzazione invernale di progetto (FEN di progetto), in kJ/m3GG.
Non è ben chiaro perchè il legislatore richieda il calcolo di un indicatore proprio della normativa attuale, che non viene sottoposto a limitazioni nelle norme transitorie del nuovo D.Lgs.
Anche in questo caso sospettiamo un errore nella stesura del testo e ci aspettiamo che la richiesta del FEN di progetto scompaia nel testo definitivo.

A fronte del nuovo schema di relazione tecnica di cui all’allegato E, ci saremmo infine aspettati all’art. 16 del D.Lgs., l’abrogazione del comma 3 dell’articolo 28 della L.10/91, e del D.M. 13-12-1993, che hanno generato lo schema di relazione tecnica attualmente in vigore.
Anche in questo caso, è auspicabile che si tratti di un errore e che esso venga corretto nel testo definitivo.

Scarica il testo dello schema di D.L.gs. in formato pdf (2995 Kb)

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