Mc4 Software. Tecnica e formazione.
home| contatti| annullare l'iscrizione| privacy|
   
SCHEMA DI D.LGS. DI RECEPIMENTO DIRETTIVA 2002/91/CE

In questo ottavo numero dedicato all'analisi del D.LGS. affronteremo i seguenti temi:

  • le norme transitorie (quinta parte)
   
7 - Le norme transitorie (quinta parte)

Nell’allegato I al D.Lgs., oltre alle indicazioni sulle verifiche di legge, sono contenute alcune prescrizioni inerenti il complesso edificio-impianto, di cui alcune mirate a favorire la diffusione delle fonti rinnovabili, che nel seguito andremo sinteticamente a commentare.

Al comma 10 è previsto che, per tutti gli edifici e gli impianti nuovi o ristrutturati, si proceda all’installazione di dispositivi per la regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali o nelle singole zone aventi caratteristiche di uso ed esposizioni uniformi, al fine di non determinare sovrariscaldamento per effetto degli apporti solari e degli apporti gratuiti interni.
L’obbligo è previsto indipendentemente dal valore del rapporto, nel mese di maggiore insolazione, tra apporti gratuiti interni e fabbisogno.
Conseguentemente alle previsioni del comma 10, ci saremmo aspettati all’art.16 del D.Lgs. l’abrogazione del comma 7 dell’articolo 7 del DPR 412/93, che stabiliva l'obbligo di installazione dei dispositivi suddetti solo quando il rapporto sopra citato superava il valore 0,2.
Anche in questo caso, è auspicabile che si tratti di un errore e che esso venga corretto nel testo definitivo. Chi avesse letto tutte le nostre newsletter precedenti potrà notare che sono molti i probabili errori nel testo del D.Lgs.

Al comma 12 del D.Lgs. si forniscono indirizzi per favorire le fonti rinnovabili. Infatti, viene prescritto che, nel caso di nuova costruzione di edifici pubblici o privati, è obbligatoria la predisposizione delle opere, riguardanti l’involucro dell’edificio e gli impianti, necessarie a favorire il collegamento a reti di teleriscaldamento, ad impianti solari termici e impianti fotovoltaici ed i loro allacciamenti agli impianti dei singoli utenti e alle reti.
Le caratteristiche delle predisposizioni edili-impiantistiche sono elencate nell’allegato D al D.Lgs.

Al comma 13, conformemente alla filosofia già adottata nella L.10/91 secondo la quale gli edifici pubblici o ad uso pubblico devono essere di “buon esempio” per quelli privati, si stabilisce che, nel caso di nuova costruzione dei primi, quando ricadenti nelle tipologie elettivamente indicate, per l’applicazione di fonti rinnovabili ed assimilate, all’allegato D del DPR 412/93, è obbligatoria l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria.
L’impianto deve essere progettato e realizzato in modo da coprire almeno il 50% del consumo annuo di energia termica richiesta dall’utenza per la produzione di acqua calda sanitaria.

Pur lodando lo sforzo compiuto dal legislatore, per dare una qualche forma di impulso al settore delle fonti rinnovabili, crediamo che le politiche da adottare per ottenere una reale diffusione dell’energia pulita debbano essere molto più incisive e lungimiranti del semplice obbligo di predisporre qualche cavedio o vano tecnico.

Perché le rinnovabili si diffondano è necessario creare meccanismi che “tocchino” positivamente il portafoglio del cittadino e che stimolino il medesimo nel contempo a mantenere in efficienza la fonte di energia pulita, allo scopo di evitare di disseminare il Paese di impianti belli sulla carta ma di scarso o nullo effetto sul bilancio energetico nazionale.

Oggi, in Italia, i sistemi fotovoltaici connessi in rete costano 6.000¸7.000 €/kWp e la loro installazione è stata incentivata tramite programmi congiunti di Regioni e Ministero dell’Ambiente, che assicuravano la copertura di una parte importante del costo totale, mediante finanziamenti a fondo perduto. Crediamo però che i fondi per la copertura di tali finanziamenti possano essere meglio utilizzati, come si fa in altri Paesi, creando le condizioni economiche affinchè sia l’esercizio corretto dell’impianto fotovoltaico a ridurre i tempi d i ritorno dell’investimento, in luogo della riduzione degli oneri di primo investimento.

Ad esempio, per il solare fotovoltaico, ci riferiamo all’introduzione della normativa che consenta di superare il regime vigente di “netmetering”, attualmente valido per sistemi fino a 20 kWp di potenza: l’energia fotovoltaica immessa in rete è conteggiata da un secondo contatore, affiancato a quello tradizionale, per essere scalata dalla bolletta elettrica. Esiste però un vincolo: non si può produrre più energia di quella che si consuma. Se ciò accade, il distributore riconosce un credito, su base annua, per l’anno successivo, ma in nessun caso sarà corrisposto al proprietario dell’impianto un compenso monetario per l’eccedenza di energia prodotta.

In Germania il meccanismo incentivante è diverso e si basa sul cosiddetto “conto energia”, già in vigore da 5 anni: l’energia fotovoltaica immessa in rete non è semplicemente scalata dalla bolletta, ma remunerata con una tariffa pari a 3 - 4 volte quella tradizionale, per un periodo di 15 - 20 anni. Chi di noi, sentendosi in tal modo anche un po' “imprenditore dell’energia”, non terrebbe in ordine ed in efficienza i propri pannelli sul tetto, costituenti a tutti gli effetti una vera e propria fonte di reddito?

I risultati parlano da soli e Ve li sintetizziamo in questa tabella, molto eloquente, nella quale è possibile constatare le dinamiche di crescita delle installazioni fotovoltaiche nel periodo 2002-2003 in Italia ed in Germania.


Ingrandisci l'immagine (nuova finestra) »


I dati più aggiornati dicono che nel 2004 in Germania si sono installati altri 300 MW di fotovoltaico...

Scarica il testo dello schema di D.L.gs. in formato pdf (2995 Kb)

Elenco dei numeri pubblicati
 
 
   
  :: © Copyright 1983-2005 Mc4 Software, all right reserved.