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HvacCad 2005: D.Lgs. 192/05 - Verifica energetica con Metodo Analitico
Utilizzando il modulo Legge10 di HvacCad 2005 affrontiamo le modalità per effettuare la verifica energetica di un edificio secondo il metodo analitico in una delle tipologie previste dal Decreto Legislativo 192/05.


Nel caso in cui si debba realizzare un nuovo edificio, o uno qualunque degli interventi ricadenti nella tipologia di intervento A, si prospetta la possibilità di effettuare la scelta tra verifica di tipo analitico e verifica di tipo semplificato, a meno che non si tratti di un edificio di tipologia E.8.


Nel caso in cui l'oggetto del calcolo sia un edificio adibito ad attività industriali ed artigianali e assimilabili allora l'unica verifica ammessa è quella di tipo analitico.


Affronteremo in questo e nel prossimo numero le varie soluzioni che possono essere adottate al fine di soddisfare i requisiti richiesti dalla verifica analitica. Il controllo principale da eseguire consiste nell'accertare che il valore del Fabbisogno di Energia Primaria (FEP) sia inferiore al valore massimo riportato nella tabella 1 dell'allegato C del D. Lgs. 192/05. Al fine di conseguire tale obbiettivo si può operare in due distinte direzioni:
  • a) Miglioramento dell'isolamento.
  • b) Migliorare l'efficienza energetica dell'impianto di riscaldamento.
Si vedrà ora come praticare scelte progettuali che permettano il contenimento del FEP.


a.1) Aumentare la coibentazione delle strutture scambianti opache. Questo non significa solo utilizzare materiale isolante, ma anche eliminare i ponti termici, o comunque ridurli, attuando le precauzioni costruttive necessarie (cappotto, etc.).
a.2) Aumentare la coibentazione delle strutture scambianti finestrate. Ciò richiede una accurata scelta delle caratteristiche dell'infisso. Ossia:


• della struttura del vetro,
• della struttura del telaio,
• della trasmittanza del distanziatore,
• della resistenza termica della tapparella.




Figura 1 - Caratteristiche disperdenti dell'infisso


a.3) Ridurre la ventilazione naturale nella maschera della zone di legge, compatibilmente con i valori minimi prescritti da eventuali normative. Difatti nella maschera delle zone di legge 10 sono contenute tutte le informazioni volte alle verifiche di legge, mentre nella maschera delle zone impiantistiche sono contenute tutte le informazioni necessarie per il corretto dimensionamento dell'impianto di riscaldamento o climatizzazione.




Figura 2 - Ventilazione naturale


a.4) Nel caso in cui si scelga di effettuare il Calcolo della permeabilità dei serramenti occorre aver compilato i campi relativi alla permeabilità dei serramenti e dei cassonetti.




Figura 3 - Permeabilità dei serramenti.


a.5) Se è presente la ventilazione meccanica allora si può ridurre il valore del FEP riducendo le dispersioni dovute all'immissione di aria dall'esterno, ossia:


  • riducendo il numero dei ricambi orari, sempre rimanendo all'interno dei valori consigliati dalle leggi,
  • riducendo il numero dei ricambi naturali ad impianto acceso (in generale se è presente la ventilazione meccanica le infiltrazioni naturali possono essere considerate nulle),
  • riducendo il numero delle ore di accensione dell'impianto, attenzione a questa scelta, perché può portare ad un sovradimensionamento dell'impianto al fine di evitare transitori iniziali troppo lunghi.
  • utilizzando un recuperatore di calore ad alta efficienza.





Figura 4 - Ventilazione meccanica.


a.6) La produzione di acqua calda sanitaria porta ad un innalzamento del valore del fabbisogno di energia primaria.




Figura 5 - Energia per la produzione di acqua calda sanitaria.


a.7) Una voce non trascurabile che partecipa alla definizione del FEP è rappresentata dagli apporti gratuiti, intesi come carichi interni e come contributi della radiazione solare. Relativamente agli apporti solari risulta importante definire i corretti valori dei Fattori di Shading.
Il primo dei due fattori da definire è quello relativo alla schermatura dovuta alla presenza di schermi (secondo la norma UNI EN 832, esso varia in funzione della protezione che si trova sulla finestra, tanto maggiore è il suo valore e tanto maggiore è la quota di radiazione solare che attraversa il serramento.
Il secondo dei due fattori da definire è il coefficiente di trasmissione solare del vetro (secondo la norma UNI EN 832), anche in questo caso tanto maggiore è il suo valore e tanto maggiore è la quota di radiazione solare che attraversa il serramento.


Può essere utile ricordare che questi fattori sono influenti solo ai fini dei calcoli di legge 10. Non hanno alcun peso sui carichi termici calcolati per la climatizzazione estiva. Per quel che riguarda i carichi estivi, i corrispondenti valori di schermatura che devono essere presi in considerazione sono i successivi, quelli che sono riportati nella voce "Dati per carterm".




Figura 6 - Fattori di shading.


a.8) Relativamente ai carichi interni essi vengono definiti nella omonima maschera della finestra "Elenco zone di legge". I valori possono essere espressi o in mega Joule mensili, o in mega Joule al metro quadrato mensili.


In entrambe i casi maggiore è il valore riportato e maggiore è la riduzione di FEP registrata.




Figura 7 - Carichi interni.


Nel prossimo numero vedremo come affrontare l'argomento migliorando l'efficienza energetica dell'impianto di riscaldamento.


 
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