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HvacCad 2005: D.Lgs. 192/05 - Verifica energetica con Metodo Analitico
Utilizzando il modulo Legge10 di HvacCad 2005 proseguiamo il discorso sulle modalità per effettuare la verifica energetica di un edificio secondo il metodo analitico in una delle tipologie previste dal Decreto Legislativo 192/05.


Oggi vediamo quali sono gli interventi disponibili per operare il contenimento del FEP attraverso il miglioramento dell'efficienza energetica dell'impianto di riscaldamento.


b.1) Migliorando il rendimento di regolazione è possibile ridurre il valore del FEP, in quanto si riducono le perdite dovute ad un non perfetto controllo delle condizioni ambientali. Le varie scelte possibili, con i corrispondenti valori di rendimento secondo la norma UNI 10348, sono le seguenti:





Utilizzando un Termostato di caldaia o un Regolatore climatico ed ottimizzatore si hanno rendimenti di regolazione piuttosto bassi, questo perché risentono dei valori assunti dal rendimento termico utile (hu) e dal rapporto tra energia dovuta agli apporti gratuiti e energia uscente (g).
Una scelta accurata del sistema di regolazione può portare ad una consistente riduzione del valore del FEP.
Queste considerazioni sono supportate dalle nuove disposizioni legislative (si veda a tal proposito il n°12 dell'allegato I del D.L. 192/05) che impongono l'uso di accurati dispositivi di controllo.




Figura 1 - Rendimento di regolazione


b.2) Una voce importante nel calcolo del FEP è rappresentata dalle perdite dovute al sistema di trasporto del calore, ossia le perdite di distribuzione.
Seguendo quanto previsto dalla norma UNI 10348, HvacCad 2005 permette di calcolare il rendimento di distribuzione secondo una delle tre distinte verifiche semplificate, a seconda delle caratteristiche costruttive dell'impianto.




Figura 2 - Tipo di distribuzione


Nel caso di generatori posti all'esterno dell'edificio il calcolo del rendimento di distribuzione hd deve essere sempre fatto utilizzando la procedura di cui alla norma UNI 10347 almeno per la parte di rete localizzata all'esterno dell'edificio.


Questo impone la scelta del tipo di distribuzione "Analitico", con il conseguente obbligo di compilare la relativa maschera nelle zone di Legge10 come spiegato nel manuale d'uso.




Figura 3 - Perdite per distribuzione, calcolo Analitico


b.3) La voce che maggiormente contribuisce a definire la qualità dell'impianto di riscaldamento è sicuramente il rendimento di produzione. Una corretta scelta del generatore di calore, di qualunque tipologia esso sia, consente di avere elevati rendimenti di produzione, e quindi valori minori del fabbisogno di energia primaria.


HvacCad 2005 permette di scegliere tra sei diverse tipologie di generatori:


  • caldaia standard, è necessario compilare i campi relativi ai dati di targa del generatore. Per quel che riguarda invece le perdite di combustione con bruciatore acceso e le perdite dell'involucro del generatore, esse possono essere calcolate automaticamente secondo quanto previsto dalla norma UNI 10348.





Figura 4 - Caldaia standard


Occorre prestare attenzione ai valori inseriti nel campo relativo alla potenza assorbita dalle pompe di circolazione, ed alla energia elettrica assorbita dal bruciatore in quanto valori eccessivi di queste quantità contribuiscono ad abbassare il rendimento di produzione.
Per poter effettuare la corretta scelta del generatore si può sfruttare il valore del Fattore di carico utile (CP), il quale rappresenta una sorta di coefficiente di utilizzo della caldaia.
Tanto più tale valore si avvicina al 100%, e tanto più la caldaia lavora in condizioni prossime a quelle ottimali, e quindi si ha un rendimento di produzione alto,




Figura 5 - Fattore di carico utile

  • caldaia a bassa temperatura,
  • caldaia a gas a condensazione. Nel caso in cui si utilizzi una caldaia a gas a condensazione allora occorre specificare il valore della perdita termica di combustione con bruciatore acceso, e della perdita dell'involucro copiandole dai dati di targa; poiché l'algoritmo di calcolo presente segue quanto stabilito nella norma UNI 10348 ed è valido solo per le caldaie standard,
  • pompa di calore, si devono compilare i campi relativi alla pompa di calore copiando i dati di targa del generatore nel funzionamento invernale,





Figura 6 - Pompa di calore

  • teleriscaldamento, nel caso in cui si sfrutti il teleriscaldamento non è necessario specificare alcun parametro per il calcolo del rendimento di produzione, in quanto esso viene assunto uguale al 100%,
  • elettrico, in caso di rendimento elettrico il rendimento di produzione viene automaticamente assunto pari al valore del rendimento del servizio elettrico nazionale, ossia pari al 36%, un valore che penalizza fortemente dal punto di vista del calcolo del FEP.

Relazione di stampa.


La relazione di stampa prodotta con il comando "File ? Stampe tabellari ? Calcoli termici" riporta gli esiti delle varie verifiche eseguite.
In particolare per questa tipologia di intervento si effettua un controllo sul valore del FEP, e sulle caratteristiche termo-igrometriche delle strutture scambianti.
Relativamente al FEP vengono riportati sia il valore calcolato di progetto sia il valore limite di legge.




Figura 7 - Capitolo 6, lettera c, della stampa di legge 10 - Valori di progetto e limite del FEP







Figura 8 - Allegato alla relazione di stampa di legge 10 - Verifica igrometrica delle strutture scambianti


Nel caso in cui l'edificio sia di categoria E.1 e si trovi in una zona climatica C, D, E, F, allora occorre sottoporre a verifica anche i divisori verticali (non si fa alcun riferimento a quelli orizzontali) tra unità immobiliari; la cui trasmittanza deve essere inferiore a 0,8 W/(m2K).




Figura 9 - Allegato alla relazione di stampa di legge 10 - Verifica della trasmittanza dei divisori tra unità immobiliari


La prima verifica consiste nella presenza e nell'efficacia di opportune schermature presenti sulle superfici vetrate.
Sul significato di efficacia non è stata ancora rilasciata alcuna indicazione da parte dell'ente normatore. Comunque la sua efficacia può essere specificata nella maschera delle strutture finestrate, come specificato al punto a.7) della precedente newsletter.
Se ci si trova in una zona climatica A, B, C, D, e l'irradianza sul piano orizzontale supera i 250 W/m2, allora occorre verificare che la massa superficiale delle strutture opache superi i 230 kg/m2.




Figura 10 - Allegato alla relazione di stampa di legge 10 - Verifica della massa superficiale


 
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