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HvacCad 2005: D.Lgs. 192/05 - Sostituzione generatore di calore
Proseguiamo il discorso relativo alle nuove verifiche introdotte dal D.L. 192/05. Questa volta si affronterà l'insieme delle verifiche che devono essere svolte nel caso in cui si debba eseguire la sostituzione di un generatore di calore in un edificio esistente.


Sebbene da un punto di vista puramente operativo questa verifica risulti semplice, lo stesso non si può dire dal punto di vista dei controlli da effettuare; infatti come ora si vedrà questa è sicuramente la prova il cui esito positivo risulta il più difficile da conseguire.
Come per altre tipologie di interventi, anche per questa vi è la possibilità di effettuare la scelta tra una verifica di tipo analitico, ed una verifica semplificata.


A. La verifica analitica richiede:
  • a.1. il controllo che il rendimento di produzione medio stagionale (hp) sia non inferiore al valore limite stabilito dal DPR 412/93 [(hp = 77 + 3xlog Pn ) % - dove log Pn è il logaritmo in base 10 della potenza utile nominale del generatore o dei generatori di calore al servizio del singolo impianto termico]. Questo argomento è già stato trattato nelle newsletters tecniche n°26 e 27/2006
  • a.2. il controllo che il FEP sia non superiore al valore limite stabilito nella tabella 1 dell'Allegato C del D.L. 192/05. Questo argomento è già stato trattato nella newsletter tecnica n°25/2006.
La verifica a.2. in particolare risulta difficoltosa da soddisfare, poiché su un edificio esistente (realizzato quindi con tipologie edilizie non particolarmente attente al risparmio energetico) il rispetto dei valori limite del FEP appare un vincolo praticamente impossibile da rispettare.


B. La verifica semplificata non richiede l'esecuzione di alcun calcolo, infatti essa consiste in una serie di dichiarazioni:
  • b.1. che il nuovo generatore sia classificato a tre o quattro stelle secondo l'Allegato II del DPR 660/96,
  • b.2. che la temperatura media del fluido termovettore sia minore o uguale a 60°C
Questa comporta una eccessiva riduzione della potenza effettiva dei radiatori, infatti:





Peff = Potenza effettiva;

Pnom = Potenza nominale, potenza erogata alla differenza di temperatura nominale;

n = coefficiente caratteristico del radiatore;

= differenza di temperatura nominale, le ditte produttrici creano terminali per una differenza di temperatura tra fluido termovettore ed aria ambiente pari a 50 - 60°C

= differenza di temperatura effettiva, rispettando le condizioni imposte si ha:




Queste condizioni sono assolutamente inaccettabili per un impianto a radiatori, mentre possono essere ritenute soddisfacenti per un impianto a ventil-convettori , o addirittura a pannelli radianti,
  • b.3. che sia previsto l'uso di dispositivi di regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali o zone. A tal proposito la legge prevede la possibilità di unire più locali in un'unica zona, a patto che essi siano accomunati dalle medesime condizioni d'uso ed esposizioni esterne
  • b.4. che la potenza nominale al focolare sia inferiore a 35 Kw, altrimenti che tale potenza non superi del 10% la potenza della precedente installazione.
Come già anticipato la condizione b.2. rende questa verifica difficilmente applicabile nelle comuni abitazioni, come se non bastasse il punto b.3. richiede al committente di affrontare un onere economico ingiustificato per il tipo di intervento che si deve affrontare.


Relazione di stampa


Nel caso in cui si scelga di eseguire la verifica analitica, la stampa di legge 10 riporta il confronto tra i valori calcolati di hg e del FEP con i corrispondenti valori limite.




Figura 1 - Risultati di calcolo nella verifica analitica


Qualora invece si scelga di effettuare la verifica semplificata, la relazione di stampa consiste in una semplice dichiarazione di conformità alla prescrizioni normative.




Figura 2 - Verifica analitica


 
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