Dimensionamento delle Centrali di Trattamento Aria
Trattamenti dell’aria
Descriviamo qui di seguito tutti
i processi elementari cui si sottopone l’aria, che si incontrano
negli impianti di climatizzazione facendo anche riferimento
al funzionamento del modulo Psicro
programma che
Mc4Software distribuisce gratuitamente.
Mescolamento adiabatico
Due correnti di aria umida, con
differenti condizioni termoigrometriche vengono mescolate.

Le condizioni del fluido
in uscita dal mescolatore si ricavano dalle equazioni di bilancio
energetico e di massa applicati ai due fluidi, trascurando
i contributi cinetici e piezometrici:

Dalla combinazione delle equazioni
appena scritte si ricava la portata totale e l’entalpia hu
della miscela d’uscita.

Il risultato della miscela di due
fluidi aventi diverse condizioni termoigrometriche calcolato
con Mc4Psicro, è riportato nell’immagine qui sopra. In questo
programma si inseriscono i dati relativi ai due fluidi iniziali.
Supponiamo si stia effettuando
miscela tra aria esterna (Tbs=32°C, UR=60%, Portata = 0,6
kg/s) rappresentato sul grafico da M1, ed aria ripresa dall’ambiente
(Tbs=26°C, UR=50%, Portata = 0,3 kg/s) rappresentato
sul grafico dal punto M2. Il punto
di miscela (Tbs=30°C, UR=58,1%, Portata = 0,9 kg/s) è graficamente
rappresentato da M3.
Riscaldamento o raffreddamento sensibile
Queste trasformazioni
si ottengono facendo venire a contatto l’aria umida con la
superficie di una batteria o in generale di uno scambiatore
di calore, la cui temperatura superficiale tb sia
superiore (riscaldamento) o
inferiore (raffreddamento)
a quella dell’aria in ingresso. Inoltre, per il raffreddamento
deve essere verificata la condizione tri ≤ tb
≤ ti cioè la temperatura tb deve essere
maggiore della temperatura di rugiada dell’aria in
ingresso per
evitare la condensa e quindi la deumidificazione.
Tale trasformazione
avviene quindi ad umidità specifica costante (non varia il
contenuto d’acqua all’interno dell’aria).

Dall’equazione
di bilancio di energetico applicato al volume che racchiude
l’unità di trattamento aria fornisce la potenza della batteria
di riscaldamento/raffreddamento sensibile dell’aria umida:


Nell’immagine
si riporta graficamente il riscaldamento sensibile della miscela
M3 fino al punto di uscita dalla batteria C
effettuato con il programma Mc4Psicro. La potenza della batteria
di riscaldamento è pari a 18,00 kW leggibile in valore P1.
Per quanto riguarda
il raffreddamento sensibile la cosa è analoga al riscaldamento.
Nell’immagine riportata di seguito si è eseguito un raffreddamento
senza condensazione quindi ad umidità specifica costante.
Dal punto M3
di miscela (Tbs=28°C, UR=54,9%, Portata = 0,9 kg/s) si esegue
un raffreddamento fino ad F (Tbs=18,7°C, UR=96,9%, Portata
= 0,9 kg/s, Fc=0,95) La potenza della batteria di raffreddamento
calcolata con Mc4Psicro, ammettendo un fattore Fc di by-pass
della batteria pari a 0,95, di 8,379 kW leggibile in corrispondenza
di P1.

Raffreddamento con deumidificazione
Per avere deumidificazione la temperatura
superficiale della batteria tb deve essere inferiore
sia alla temperatura dell’aria in ingresso che alla temperatura
di rugiada corrispondente, cioè tb ≤ tri
≤ ti; l’aria, all’uscita,
avrà quindi un contenuto di vapore
inferiore a quello di ingresso xu < xi

Dalle equazioni di bilancio energetico e di massa:

essendo Qb la potenza
convettiva del fluido che scorre nella serpentina; hL
è l’entalpia del fluido condensato la cui temperatura è praticamente
tb, quindi hL ≈ 4,187 tb.
Note le sole condizioni dell’aria
in ingresso (portata, titolo, entalpia) e la temperatura della
superficie della batteria tb, non è possibile ricavare
le condizioni di uscita della stessa e la potenza Qb in quanto
le incognite
sarebbero 4 e di equazioni significative
ne abbiamo due. Tutto questo è conseguenza del fatto che le
condizioni dell’aria cambiano all’interno della massa fluida
dalle zone in contatto con la superficie raffreddante a
quelle più distanti. Nelle ipotesi
di batteria di raffreddamento con superficie di contatto elevata
o scambiatore molto lungo, si può supporre che tutta l’aria
sia venuta a contatto con essa e che quindi la temperatura
di
uscita tu sia uguale a
tb e che quindi φu = 100%.

Raffreddamento e condensazione con FC=1
Nel grafico riportato qui sopra,
raffreddando ci si porta nelle condizioni F sulla curva di
saturazione (φ = 100%). In queste condizioni allora diventano
note l’entalpia e la temperatura di uscita ed è possibile
calcolare Qb
ed mL.
Ciò nella realtà non accade perché
comunque ci sarà una parte d’aria che non lambisce la batteria,
di conseguenza le condizioni di uscita derivano da una miscela
adiabatica tra l’aria a contatto con lo scambiatore e
l’aria in ingresso (aria che non
tocca la batteria).
Si definisce quindi Fattore
di by-pass Fbp quella frazione di
aria che non lambisce la batteria; il Fattore di contatto
sarà Fc = 1- Fbp
Da prove sperimentali si è comunque
osservato che le condizioni dell’aria in uscita si trovano,
con buona approssimazione, sulla retta che unisce le condizioni
di ingresso (nel grafico punto M3) e quelle che si
avrebbero nel caso in cui fosse
Fc=1 (nel grafico punto F).
Tornando quindi alle equazioni
di bilancio, e notando che il contributo dovuto alla condensa
che viene tolta dalla batteria è trascurabile rispetto alla
variazione di flusso convettivo, si ha che:

Può essere utile suddividere la
potenza sensibile da quella latente della batteria , in modo
da definire il Fattore termico R come rapporto
proprio tra il sensibile ed il latente.
Facendo riferimento alla figura
sotto riportata, le due potenze si calcolano come
:


Raffreddamento e condensazione: potenza sensibile e
latente
Umidificazione
L’umidificazione avviene iniettando
vapor d’acqua direttamente nella corrente d’aria (umidificazione
a vapore) oppure iniettando acqua liquida (umidificazione
adiabatica) attraverso degli spruzzatori o facendola venire
a contatto con un bagno d’acqua.
Il programma Mc4Suite, così come il modulo
Psicro, esegue permette di eseguire il solo calcolo dell’umidificazione
adiabatica; vediamone i principi di calcolo.
Analogamente al raffreddamento
con deumidificazione, in questo processo parte del fluido,
quello investito dalla corrente d’acqua o che viene a contatto
con il bagno, si porterà in equilibrio con essa e quindi in
situazione di saturazione, parte
non verrà a contatto con nessuna goccia d’acqua e quindi rimarrà
nelle condizioni iniziali.
In condizioni ideali, cioè con
batteria sufficientemente estesa, si può ritenere che tutta
l’aria sia venuta a contatto con l’acqua in modo che la sua
temperatura sia uguale a quella dell’acqua stessa: tu
= tb.
In queste condizioni, essendo adiabatico,
il trattamento coincide praticamente con una trasformazione
isentalpica, e di conseguenza il punto di uscita nel diagramma
psicrometrico è così automaticamente
determinato (punto U nel
grafico di seguito riportato).

Umidificazione adiabatica - isentalpica
Nella realtà, il saturatore adiabatico
ha dimensioni finite, di conseguenza le condizioni effettive
di uscita dell’aria, pur giacendo sulla stessa isentalpica
passante per le condizioni iniziali, dipenderanno dall’efficienza
del
sistema di umidificazione.
Si definisce Rendimento
di umidificazione il rapporto tra la quantità di
acqua effettivamente vaporizzata durante il processo e quella
massima corrispondente alle condizioni limiti di aria satura
in uscita:

essendo Xu, Xb
l’umidità specifica in corrispondenza della curva di saturazione
φ = 100%.