Reti
di canali
L’analisi delle reti di canali si
pone come obiettivo quello di ricavare le pressioni statica
e totale che deve fornire il ventilatore o il condizionatore,
allo scopo di garantire la portata d’aria richiesta in
corrispondenza di ogni terminale
della rete. Tale analisi prevede innanzitutto una suddivisione
della rete in segmenti, che debbono essere studiati singolarmente.
Per ciascuno di essi, note le relative
dimensioni della sezione in seguito
all’applicazione di uno dei metodi di dimensionamento
disponibili, è necessario provvedere al calcolo della
perdita di pressione totale, dovuta ai fenomeni di attrito
nei
tratti di canale rettilinei, di
turbolenza nelle accidentalità e nelle eventuali apparecchiature
montate (silenziatori, batterie ecc.) nonché ai fenomeni
fluidodinamici legati all’accoppiamento tra ventilatore
e
rete (Fan
System Effect) (vedi eq. (2.1)).
Note le perdite di pressione totale
di ogni segmento, si procede quindi al calcolo della perdita
totale di ogni percorso individuabile tra ciascun terminale
di aspirazione, ripresa o estrazione e ciascun
terminale di mandata, sommando anche le
perdite di pressione totale di tali terminali (eq. (2.5)).
Si individuerà in questo modo un
percorso più sfavorito, caratterizzato dalla perdita di
pressione totale massima, che sarà quella richiesta al
ventilatore o al condizionatore; la pressione statica
richiesta
sarà ovviamente data dalla pressione
totale meno quella dinamica. Al fine di avere ad ogni
terminale la portata di progetto è però necessario garantire
a monte di esso una pressione totale ovviamente
pari a quella di progetto. Questo
significa in altri termini che i terminali appartenenti
ai percorsi con perdita complessiva inferiore a
quella massima riscontrata risulteranno "sbilanciati",
se non si
provvede
ad aumentare le perdite di pressione dei percorsi a cui
essi appartengono, fino ad ottenere una perdita complessiva
del singolo percorso pari a quella massima riscontrata
(eq. (2.6)).
Questa azione è nota come "bilanciamento
del circuito", che può essere ottenuto restringendo
opportunamente le sezioni dei segmenti della rete, oppure
inserendo opportunamente delle perdite di
carico "artificiali",
costituite dalle note
serrande di regolazione, oppure ancora utilizzando ambedue
questi metodi.
Questa maniera
di procedere è anche detta "metodo delle pressioni
totali", in quanto si basa esclusivamente sullo studio
delle variazioni di pressione totale nel circuito.
Esiste però un’altra maniera di
ragionare, basata sullo studio delle variazioni di pressione
statica, di grande utilità quando si dimensiona il circuito
col metodo del "recupero di statica" nonchè
quando si
vuole arrivare con il calcolo direttamente
alla pressione statica richiesta al ventilatore o condizionatore.
La variazione di pressione statica di un segmento differisce
dalla variazione di pressione totale
per una quantità che rappresenta
la variazione di pressione dinamica (vedi eq. (2.2) e
par. (2.4)), che è anche chiamata "recupero di pressione
statica"; ebbene, dimensionando opportunamente un
segmento, è possibile fare in modo
che la variazione di pressione totale e il recupero di
statica siano uguali o molto vicini tra di loro, col risultato
di ottenere una variazione di pressione statica nulla
o
quasi. Dimensionando
tutti i segmenti con questo criterio si ottengono indubbi
vantaggi, in termini di minore pressione statica richiesta
al ventilatore o al condizionatore.
Quando il ventilatore è contenuto
all’interno di una "CTA" o condizionatore, è
noto che al costruttore della macchina si deve dare la
"pressione statica utile", che è quella richiesta
dal circuito. Sarà poi il
costruttore a tener conto delle
ulteriori perdite di pressione dovute ai componenti della
macchina, ai fini della scelta della "sezione ventilante".
In questo caso può essere utile ragionare in termini di
variazioni (o perdite) di pressione
statica di ogni segmento, per arrivare col calcolo direttamente
alla pressione statica utile da richiedere al costruttore
della CTA. In questo caso, il modo di procedere è
perfettamente analogo a quello visto
per il "metodo delle pressioni totali", con
l’unica differenza che, per la sola parte di rete di mandata,
si calcolano le perdite o variazioni di pressione statica
dei
segmenti in luogo delle perdite
o variazioni di pressione totale. In questa maniera, nel
calcolo della pressione statica richiesta da ogni percorso
individuabile, si dovrà conteggiare per i terminali di
mandata
la relativa perdita di pressione statica, in luogo della
perdita di pressione totale (eq. (2.7), (2.8), (2.9),
(2.10)).