DIAGNOSI ENERGETICA
DIAGNOSI ANALITICA (MISTA) - Creazione dell'intervento
Premessa - Il progetto
Lo
scopo della diagnosi energetica è quello di proporre una serie
di interventi sulle strutture e sugli impianti di un edificio
al fine di migliorarne la performance energetica. Il programma
di diagnosi energetica mista quindi analizza le modifiche
che in qualunque modo influenzano il
comportamento
energetico del sistema edificio impianto. In particolare le
modifiche rilevate sono:
1) Fabbricato
a. Archivi
i. Archivio strutture: modifiche
della stratigrafia di una struttura esistente
ii. Archivio finestre o porte:
modifiche delle dimensioni e del coefficiente di trasmissione
termica
iii. Archivio ponti termici: modifiche
del coefficiente di dispersione termica lineica
b. Elementi della costruzione
(muri, finestre, porte, solai e coperture)
i. Modifica del riferimento all’archivio
(cambio del tipo di struttura, finestra, porta)
ii. Demolizione (elementi cancellati
rilevati nel computo metrico e nel calcolo energetico)
iii. Costruzione (elementi aggiunti,
ampliamenti e creazione di nuovi corpi di fabbrica)
2) Impianti
a. Sostituzione dei generatori
nella stessa centrale termica
b. Sostituzione della centrale
termica
i. Sostituzione della centrale
termica con una nuova
ii. Passaggio da impianto centralizzato
ad impianti autonomi
iii. Passaggio aa impianti autonomi
ad impianto centralizzato
iv. Distaccati ovvero creazione
di nuove centrali che sostituiscono parzialmente la vecchia
centrale
c. Installazione o sostituzione
di impianti solari termici
d. Installazione o sostituzione
di impianti solari fotovoltaici
Procedura operativa
Effettuate
le modifiche a livello di input grafico o di archivio che
rappresentano l'intervento di riqualificazione, si accede
alla maschera di definizione degli interventi .

All'interno del navigatore ad albero
si selezionerà la voce "Interventi migliorativi",
quindi nella barra superiore si cliccherà sul tasto Aggiungi.

Con questa operazione il software
procede alla compilazione automatica delle sottoschede di
intervento sulla base di tutte le variazioni rilevate rispetto
allo stato di fatto.
La
maschera di Diagnosi Energetica, nel caso di diagnosi mista
presenta alcune novità:
1.La pagina dati generali non
visualizza il campo Tipo Intervento, impostato dal programma
a tipo MISTO (ovvero tutte le schede di intervento attive
e "popolabili")
2.La barra di stato visualizza
il percorso ed il nome del file dello stato di fatto.

Nell'ambito del campo Descrizione
si potrà inserire la denominazione dell'intervento eseguito
(o degli interventi se lo stato di progetto contempla modifiche
multiple).

Navigando tra le varie schede si
potranno consultare i dati inseriti in automatico dal software
sulle base delle modifiche rilevate.

In
ogni riga vengono riportati gli interventi omogenei per tipologia
di struttura e per tipologia di esposizione esattamente come
avviene per gli interventi semplificati.
È
evidente che la compilazione delle informazioni analogamente
a quanto avviene per la diagnosi semplificata mette il programma
in condizione di poter estrapolare i dati per la compilazione
del computo metrico e degli incentivi fiscali.

Nel
caso in cui ogni struttura modificata trovi una corrispondenza
nello stato di fatto (righe 1) il programma compila tutte
le informazioni richieste e l’intervento risulta non editabile.
Nel
caso di demolizione e ricostruzione (righe 2) bisogna intervenire
per completare manualmente le informazioni
mancanti.
Demolizione e ricostruzione senza cambio di sagoma
Nel
caso in cui un elemento venga cancellato e rifatto AutoCAD
assegna al nuovo elemento un nuovo Handle e di conseguenza
non è possibile identificare quale elemento demolito è stato
sostituito dall’elemento costruito. L’intervento presenta
nella descrizione un asterisco e la
struttura
esistente vuota. In questo caso è permesso l’editing del campo
struttura esistente. Il menu a discesa contiene tutte le strutture
presenti nello stato di fatto per cui diventa molto semplice
associare l’elemento demolito a quello costruito. Una volta
associata la struttura esistente
il
programma cambia la descrizione all’intervento e compila il
campo della trasmittanza completando così le informazioni
richieste per la compilazione delle schede degli incentivi
fiscali
Demolizione e ricostruzione con cambio di sagoma (ed eventuali
ampliamento volumetrico, accorpamento o frazionamento di unità
immobiliari)
Per
trattare analiticamente il caso di demolizione e ricostruzione
con cambio di sagoma (con eventuale presenza di ampliamenti
volumetrici, oppure accorpamento o suddivisione di unità immobiliari)
occorre operare in maniera differente da quella solitamente
adottata per una riqualificazione energetica (basata quindi
sulla semplice sostituzione di elementi).
In
estrema sintesi si dovrà operare su due coppie di file distinti,
l’una funzionale all’estrapolazione del solo APE Convenzionale
Ante Operam, l’altro funzionale all’estrapolazione dell’APE
Convenzionale Post operam e del report di asseverazione.
In
primo luogo, si definirà il progetto per lo stato ante operam
in cui viene rappresentata la situazione attuale; per estrapolare
l’APE Convenzionale ante operam si opererà in questo modo:
-
cliccando sul pulsante “Crea stato di fatto”, si provvederà
a selezionare l’opzione “1) Interventi migliorativi attivati”
e quindi a salvare lo stato di fatto;
-
si uscirà dal menu “Crea stato di fatto” e quindi, senza apportare
modifiche allo “stato di progetto”, si accederà al menu “Interventi
migliorativi”:
-
si creerà un nuovo intervento migliorativo che risulterà privo
di contenuto non essendo state apportate modifiche tra ante
e post operam;
-
si visualizzeranno i risultati di calcolo, totalmente identici
tra ante e post operam;
-
posizionandosi nella sezione “Superbonus – Ape Convenzionale”,
si potrà estrapolare l’APE Convenzionale ante operam.
Nel
caso di accorpamento (frazionamento)
di unità immobiliari tra ante e poste operam, in questa prima
coppia di files dovranno comparire le unità immobiliari presenti
nella condizione ante operam.
Questi
primi due files debbono essere quindi accantonati per la fase
successiva, ovvero quella che conduce all’esportazione dell’APE
Convenzionale Post Operam e del report di asseverazione.
Per
questa seconda fase, occorre predisporre uno stato di fatto
distinto, che ricalchi, in particolare, la conformazione geometrica
dell’edificio attesa nello stato di progetto ma contrassegnato
da elementi peggiorativi a livello di involucro e impiantistico,
caratteristici della
condizione
ante operam; nel contesto della definizione delle zone impiantistiche
eventuali volumi eccedenti (corrispondenti quindi ad ampliamenti volumetrici)
rispetto alla condizione originaria dovranno essere assegnati
a zone riscaldate escluse dal superbonus.
Una
volta creato lo stato di fatto, si procederà alla caratterizzazione
dello stato di progetto attraverso la sostituzione dei nuovi
elementi architettonici e di quelli impiantistici.
Nell’ambito
del menu “Interventi migliorativi” si dovrà ignorare l’APE
Convenzionale Ante Operam ed estrapolare esclusivamente l’APE
Convenzionale Post Operam e il report di asseverazione.
Nel caso di accorpamento (frazionamento) di unità immobiliari tra
ante e post operam, in questa seconda coppia di files dovranno
comparire le unità immobiliari attese nella condizione post
operam.
Aggiunta di corpi di fabbrica
Se
nel progetto vengono aggiunti dei nuovi locali essi devono
essere associati ad una nuova zona esclusa dal superbonus.
In questo modo viene rispettata la normativa sull’incentivo
fiscale anche se il programma tiene in debito conto l’energia
consumata dal nuovo corpo di fabbrica
ed
erogata dal generatore per i calcoli del rendimento del sistema
di generazione e per la ripartizione dell’energia consumata
dalle altre zone incluse nel superbonus.
Modifica degli impianti
La diagnosi mista consente di trasformare
gli impianti da centralizzati ad autonomi e viceversa. Vediamo
nel dettaglio quali operazioni eseguire nel progetto per conseguire
la prima delle due trasformazioni.
Ricordiamo che la trasformazione da
centralizzato ad autonomo non è mai incentivabile (110%) mentre
lo è il suo contrario.
Trasformazione dell'impianto da autonomo a centralizzato
Le operazioni
da fare interessano le maschere della centrale termica.
In particolare è necessario eliminare
le centrali termiche autonome (immagine a sinistra) e
crearne una centralizzata (immagine a destra).
Mentre
nella maschera dei contatori elettrici bisogna aggiungere
un contatore elettrico a cui associare la nuova centrale termica
centralizzata per i servizi di riscaldamento e produzione
ACS in sostituzione dei contatori dei singoli alloggi.
Aggiunta di interventi standard agli interventi misti
Un
esempio potrebbe essere l’intervento analitico (grafico) sull’edificio
e la sostituzione del generatore come intervento semplificato.
In questo caso l’intervento grafico avrebbe il vantaggio di
computare esattamente le nuove superfici mentre la sostituzione
del generatore a parità di impianto non impatta in alcun modo
la precisione del calcolo.
In
ogni caso è possibile effettuare qualunque sostituzione semplificata
all’interno di un intervento misto.
Un
altro esempio potrebbe essere la sostituzione dei serramenti
in modalità semplificata e la sostituzione della centrale
termica in modalità analitica. In questo caso la sostituzione
dei serramenti non comporterebbe una modifica delle superfici
e dei volumi del fabbricato mentre un intervento sulla centrale
termica per che prevedesse la sostituzione degli impianti
autonomi con una
centrale
termica centralizzata non potrebbe che essere fatta in modalità
analitica.
Considerazioni finali : modalità mista vs. modalità semplificata
La modalità
mista ha il grande vantaggio di separare in modo netto lo
stato di fatto dal progetto.
La
semplice sostituzione dei componenti di archivio eseguita
nella modalità mista aggiorna le superfici ed i volumi del
progetto consentendo un calcolo più preciso delle quantità
in gioco.
Per
quanto possa sembrare meno immediata la modalità mista semplifica
la gestione dei lavori senza richiedere tempi di input più
lunghi anzi in genere risulterà più veloce operare sul progetto
una volta congelato lo stato di fatto.
La
modalità semplificata richiede archivi molto più corposi che
possono indurre in errori di manutenzione degli stessi nel
lungo periodo.
Si
pensi all’uso della modalità semplificata in un caso di superbonus
nel quale la sostituzione dei serramenti non è richiesta da
tutti i condomini: in questo caso si è costretti a creare
tante copie dello stesso serramento quante sono le unità immobiliari
in modo da sostituire solo quelli delle UI interessate.
Nella
modalità mista invece si va a sostituire il riferimento all’archivio
sulle singole finestre
disegnate con una notevole semplificazione dell’input e degli
archivi.