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ARCHIVIO STRUTTURE



Scheda VERIFICA CONDENSA UNI EN 13788


 


Questa scheda raccoglie i dati necessari per eseguire la verifica termo-igrometrica secondo la norma UNI EN ISO 13788 al fine di  valutare, in anteprima, la sussistenza del rischio di formazione di muffe e di condense

interstiziali.

N.B : tale verifica rientra tra quelle previste dal Decreto Requisiti Minimi  per tutte le categorie di edificio contemplate dal D.P.R. 412/93 (ad eccezione della categoria E.8) il cui esito è riportato all'interno degli allegati della

relazione tecnica (ex Legge 10). Per tale finalità il software acquisisce i valori di Umidità Relativa Interna e Temperatura interna direttamente dalla zona impiantistica: per cui l'esito della simulazione eseguita in Archivio Strutture

non ha alcuna influenza sulla verifica riportata nell'allegato della relazione tecnica.

N.B: tale verifica rientra tra quelle previste dal Decreto Requisiti Minimi  per tutte le categorie di edificio contemplate dal D.P.R. 412/93 (ad eccezione della categoria E.8) il cui esito è riportato all'interno degli allegati della

relazione tecnica (ex Legge 10). per tale finalità il software acquisisce i valori di Umidità relativa interna e temperatura interna direttamente dalla zona impiantistica. Per cui l'esito della simulazione eseguita in Archivio Strutture

non ha alcuna influenza sulla verifica riportata nell'allegato della relazione tecnica.

Nel contesto della verifica termo-igrometrica, nell'ambito di uno stesso edificio una data struttura può:

1) essere caratterizzata da diverse condizioni di scambio termico (ad esempio un pavimento esterno può presentare uno scambio verso terreno in una data porzione mentre risultare a contatto dell'aria in un'altra)

2) presentare diverse condizioni al contorno in termini di temperatura interna e umidità relativa a seconda della destinazione d'uso dell'unità immobiliare di appartenenza.

Queste condizioni possono essere rilevate solo in occasione dalla lettura dell'input grafico e quindi dei dati di zona, operazioni che non possono competere all'Archivio Strutture.

Tali circostanze vengono quindi intercettate ed elaborate dopo una sessione di calcolo energetico (attualizzandole anche in relazione ad eventuali modifiche dei dati di input) e trasferite negli allegati della relazione tecnica; in

quest'ultima quindi il software, per una stessa struttura, può presentare distinti esiti della verifica a seconda delle condizioni di scambio termico o al contorno in cui essa viene a presentarsi nel contesto dell'intero edificio.

Nel contesto della maschera di verifica termo-igrometrica il programma  permette di effettuare, fondamentalmente, delle simulazioni di quelle che sono le condizioni al contorno cui una data struttura può essere soggetta anche

per scopi non necessariamente legati a quelli previsti dalla redazione della relazione tecnica.


Condizioni al contorno invernali interne




Temperatura interna [°C] : temperatura a bulbo secco dell’aria sul lato interno della struttura, nel periodo invernale. Essa di default è fissata a 20 °C.

Classe umidità: tramite il menu a tendina è possibile scegliere  la classe di umidità interna prevista dall'Appendice B della UNI EN ISO 13788; tramite menu a tendina si sceglie la tipologia di immobile: in base all'opzione

prescelta  il software mostrerà nel campo immediatamente sottostante  il valore di umidità relativa corrispondente Umidità relativa dell’aria sul lato interno della struttura, nel periodo invernale. In base a quanto disciplinato dal

Decreto Requisiti Minimi, essa dev'essere determinata secondo il metodo delle classi di umidità interna descritto nell'Appendice A della UNI EN ISO 13788.

Ponendo il segno di spunta in corrispondenza della voce "Controllata", si assumerà la presenza di un sistema di controllo dell'umidità ambientale per cui il software ignorerà il valore di umidità relativa eventualmente immesso

secondo il metodo delle classi di umidità interna ed acquisirà il valore di UR imposto da utente.


Condizioni al contorno invernali esterne


Per ciascuna struttura  il software riporta :

- il valore medio mensile di temperatura esterna della località di progetto, calcolato in conformità con la norma UNI 10349 , a sua volta richiamata dall’appendice nazionale della norma UNI EN ISO 13788

- il valore di umidità relativa esterna della località di progetto


- il valore gc [kg/m2] del flusso specifico di vapore condensato


- il valore Ma [kg/m2] della massa di umidità per unità di superficie accumulata

 

 

 

Il pulsante <Carica clima del terreno> permette di applicare le condizioni al contorno esterne previste da  norma per la verifica dei pavimenti\solai a contatto con il terreno, ovvero:

- in termini di temperatura esterna, applicando quanto disciplinato al punto b) del paragrafo 4.2.3

- in termini di umidità esterna assumendo le condizioni di saturazione, in base a quanto disciplinato dal paragrafo 4.2.4.2

Per adottare nuovamente i valori di temperatura e umidità memorizzati nel database climatico integrato nel software occorre cliccare sul pulsante <Carica clima della località>.

L’esito globale della verifica viene riepilogato nella barra superiore in corrispondenza della voce "Condensa".

 


Verifica attraverso il Fattore di qualità (FRsi)


 

FRsi (Max) : corrisponde al fattore di qualità del mese critico ovvero il mese contraddistinto dal più alto valore richiesto di FRsi (min) . Rappresenta il fattore di temperatura di progetto in corrispondenza alla superficie interna,

ovvero il fattore di temperatura minimo accettabile in corrispondenza della superficie interna.



FRsi Struttura
: fattore di temperatura in corrispondenza della superficie interna. Caratterizza la “qualità” termica della struttura.

 


Grafico


In questa sezione sono riportati i grafici degli andamenti della pressione di saturazione ps, pressione di condensazione pc, e Temperatura T, . La visualizzazione di ciascuno si attiva\disattiva tramite gli appositi pulsanti; il

pulsante R attiva\disattiva la visualizzazione della stratigrafia sullo sfondo del grafico.

Sono proposte due opzioni che influenzano la visualizzazione dei grafici di Glaser riportati, mese per mese, sul lato destro della maschera.

Optando per Spessore reale verranno visualizzati gli spessori reali dei componenti della stratigrafia, optando invece per Spessore equivalente ogni spessore di ciascuno strato verrà visualizzato in termini di spessore

equivalente sd [cm] ovvero lo spessore equivalente di aria per la diffusione del vapore.

Esso è definita secondo la formula (14) della norma UNI EN ISO 13788 ed è pari al prodotto del fattore di resistenza igroscopica μ del materiale per il suo spessore.

Riportiamo, nel seguito, quanto descritto nell’appendice NA 2.2 della norma UNI EN ISO 13788 nella quale si illustrano i criteri di intervento per modificare strutture risultate non idonee nella valutazione della condensa

interstiziale.

Qualora la struttura in esame non risulti idonea secondo i criteri presentati, è necessario prendere provvedimenti con l'adozione di una o più delle seguenti linee di intervento:

In generale occorre tenere presente che un migliore comportamento igrometrico della struttura può essere ottenuto intervenendo sulla disposizione degli strati secondo i seguenti criteri:

disposizione, verso il lato esterno degli strati caratterizzati da maggiore resistenza termica R

disposizione, verso il lato interno degli strati caratterizzati da maggiore resistenza alla diffusione del vapore.

Si può osservare che è sempre possibile evitare la formazione di condensa, impedendo al vapore di diffondere nella struttura, mediante l'inserimento sul lato interno di uno strato di materiale di notevole

resistenza alla diffusione (barriera al vapore)

È opportuno precisare che l'adozione di barriera al vapore deve essere sempre valutata con molta cautela, in quanto con la sua presenza spesso si possono verificare inconvenienti, tra i quali per esempio:

si può verificare una riduzione dell'asciugamento estivo; nelle strutture con impermeabilizzazione sul lato esterno rispetto all’isolante l’eventuale umidità presente all’atto della costruzione (getti in opera) non ha più la possibilità di

essere smaltita; la barriera può perdere con il tempo le sue caratteristiche.

In genere se la quantità di condensa formatasi risulta ammissibile, per una ulteriore riduzione, è consigliabile porre in opera uno strato barriera al vapore; è auspicabile invece una più accurata progettazione

dell’involucro edilizio.

Nelle strutture, e in particolare nelle coperture, quando è presente uno strato di impermeabilizzazione sul lato esterno rispetto all’isolante, nel caso si adotti una barriera al vapore, è buona norma che essa

garantisca una resistenza al passaggio del vapore superiore di almeno 5-7 volte il corrispondente valore della membrana impermeabile. La resistenza termica degli strati sottostanti la barriera al vapore non

dovrebbe superare il 20% della resistenza termica globale.

Al fine di aumentare la possibilità di smaltimento dell'acqua condensata è anche possibile prevedere un'opportuna ventilazione con aria esterna della zona interessata alla condensazione .

 Nel caso in cui si esamini una copertura in cui sia presente un’intercapedine d’aria fortemente ventilata, la verifica termo igrometrica dev’essere limitata agli strati precedenti l’intercapedine stessa: pertanto nella

stratigrafia  occorrerà eliminare, a tal fine, sia  l’intercapedine che gli strati sovrastanti quest’ultima . Ciò in accordo con quanto previsto dal paragrafo 5.3.3 della norma UNI EN ISO 6946:2018 per il quale “ la resistenza termica

totale di un componente per edilizia, contenente un’intercapedine d’aria fortemente ventilata,si ottiene trascurando la resistenza termica dell’intercapedine d’aria e di tutti gli altri strati che separano detta intercapedine d’aria

dall’ambiente esterno e includendo una  resistenza termica superficiale esterna corrispondente all’aria immobile (vale a dire uguale alla resistenza termica superficiale interna del medesimo componente)” .