CALCOLO DEI CARICHI TERMICI ESTIVI
(metodo TFM - ASHRAE Handbook Fundamentals 1985)
Le variabili che influenzano il
calcolo dei carichi termici estivi sono numerose, spesso difficili
da definire in modo preciso e sempre difficilmente correlate
tra loro.
Per molti componenti d’impianto,
le potenze erogate variano notevolmente nelle 24 ore di funzionamento,
in un range abbastanza largo ed in modo non simultanee. Nasce
da qui la necessità di calcolare i carichi massimi contemporanei
per zona impiantistica e/o per edificio.
Nel dimensionamento di un impianto
di climatizzazione estiva ed invernale, occorre tener conto
di quattro flussi di calore di stinti, ma legati l’uno all’altro,
ed ognuno dei quali variabile nel tempo:
- Heat gain
- Cooling load
- Heat extraction
rate
Con il termine Heat
Gain si intende il flusso di calore istantaneo che
entra o che si genera all’interno dell’ambiente considerato,
ad ogni istante. L’intervallo di tempo considerato nel programma
Mc4Suite è 1
ora.
Nel definire l’Heat gain è molto
importante specificare le modalità secondo cui il flusso di
calore entra nello spazio climatizzato, in quanto da esso
dipende l’equazione utilizzata nel calcolo, e se è di tipo
sensibile o latente. Si calcola cosi il flusso di calore per
radiazione solare attraverso superfici trasparenti, per conduzione
attraverso muri e soffitti esterni e attraverso pareti e solai
interni, flussi generati all’interno (per persone, illuminazione,
apparecchiature) ed infine i flussi di calore dovuti alle
infiltrazioni d’aria esterna ed alla ventilazione.
La distinzione tra Sensibile
e Latente è importante per la corretta scelta del
terminale d’impianto (aria, ventilconvettore etc). Ricordiamo
che il carico sensibile è trasferito all’ambiente da condizionare
per conduzione, convezione ed irraggiamento; il carico latente si
trasferisce attraverso il vapor d’acqua (ad esempio, quello
prodotto dagli occupanti). A tal proposito, ricordiamo che
per mantenere le costanti condizioni idrometriche in ambiente,
la portata d’acqua che si produce all’interno degli ambienti
deve essere sottratta dai terminali.
Con Cooling
Load si intende invece la potenza che occorre sottrarre
all’ambiente per mantenere costante la temperatura al suo
interno. Da notare che la somma di tutti gli heat gains (apporti
istantanei) ad una certa ora non necessariamente corrisponde
al cooling load alla stessa ora, questo perché,
ad esempio, la radiazione viene assorbita parzialmente da
superfici ed oggetti presenti in ambiente e farà sentire i
suoi effetti sull’aria con un certo ritardo (inerzia termica
delle pareti che racchiudono l’ambiente). Per meglio comprendere
il tutto si osservi la figura sottostante. L’accumulo di calore
nelle pareti è fondamentale nel determinare la capacità economica
di raffreddamento dei terminali.
La differenza tra Heat Gain e Cooling
Load dovrebbe essere chiarificata maggiormente dalla figura
riportata di seguito.

L’ Heat
extraction rate invece è la parte di calore che viene
estratta effettivamente dallo spazio climatizzato. Essa è
uguale al cooling load solo nel caso in cui la temperatura
dell’ambiente si mantenga costante, cosa che accade raramente.
La regolazione, insieme l’intermittenza del funzionamento
provocano un’oscillazione nei valori di temperatura ambiente.
Per calcolare il cooling load (incognito) dall’ Heat Gain (noto)
il metodo utilizzato da mc4Suite è il metodo
TFM (Trasfer Function Method – Ashrae Handbook
- Fundamentals 1985). Tale metodo trasforma in cooling load
ad un certo instante, l’heat gain ed il cooling load della
stessa ora e delle ore precedenti attraverso coefficienti
di funzioni di trasferimento degli ambienti, (fattori
di peso delle strutture).
N.B.
Tutte le formule utilizzate sono pubblicate su Ashrae Handbook
- Fundamentals 1985
L'apporto (o perdita) di calore
per componente è definito come il flusso di calore (Watt)
che attraversa la superficie interna di un componente edilizio
(parete, tetto, superficie vetrata, ecc.) considerato separatamente
dal contesto edilizio in cui esso è inserito e nella ipotesi
che:
La
temperatura dell'aria interna sia mantenuta costante al
valore prefissato di progetto.
Gli
effetti degli scambi per radiazione e convezione, rispettivamente
tra la superficie interna del componente e le restanti
superfici, tra la stessa e l'aria interna (condizioni
al contorno sullo strato limite interno del componente)
sia riconducibile ad un prefissato valore del coefficiente
liminare interno (adduttanza interna).
Un apporto di calore può essere
ottenuto, ad esempio, per radiazione attraverso le superfici
vetrate, per conduzione attraverso un componente opaco, per
convezione, per effetto delle infiltrazioni, per radiazione/convezione
in relazione alla presenza di sorgenti di calore interne (persone,
lampade, apparecchiature).
Gli apporti di calore forniscono,
per tipo di eccitazione incidente (radiazione, conduzione,
convezione), l'ammontare della quantità di calore che entra
o esce da ogni componente edilizio. Vengono calcolati i valori
orari dei seguenti apporti di calore:
Conduzione
in regime transitorio, attraverso componenti opachi, quali
pareti verticali, solai, coperture, ecc. definiti tutti
sotto il nome di pareti, soffitti, ecc.
Conduzione
in regime stazionario (K * S * deltaT) attraverso componenti
opachi e trasparenti a inerzia termica trascurabile (porte,
finestre).
Infiltrazioni
attraverso serramenti o aperture.
Radiazione
solare incidente su superfici trasparenti (finestre).
Occupanti.
Apparecchiature.
Luci.
COLLEGAMENTI: